“Juventus, Primo Amore” su Rai 2: il documentario sul decennio d’oro bianconero
La storia della Juventus torna protagonista in prima serata con “Juventus, Primo Amore”, il documentario diretto da Angelo Bozzolini dedicato a uno dei periodi più importanti e intensi vissuti dalla società torinese.
Attraverso filmati storici, ricordi e interviste esclusive, la produzione ripercorre gli anni compresi tra il 1975 e il 1985, quando la formazione bianconera riuscì a imporsi in Italia e in Europa, conquistando tutti i principali trofei disponibili per una squadra di club.
Il documentario sarà trasmesso in prima visione Rai domenica 26 luglio 2026 alle 21:20 su Rai 2.
Qual è la trama di “Juventus, Primo Amore”?
“Juventus, Primo Amore” racconta il decennio nel quale la Juventus si trasformò definitivamente in una delle società più prestigiose del calcio internazionale.
Il viaggio comincia nella seconda metà degli anni Settanta, in un’Italia attraversata da profonde tensioni politiche e sociali. Sullo sfondo degli anni di piombo e della forte rivalità cittadina con il Torino, la squadra bianconera avvia un percorso sportivo destinato a entrare nella memoria collettiva.
Un passaggio decisivo coincide con l’arrivo di Giovanni Trapattoni in panchina. Sotto la sua guida prende forma una formazione solida, competitiva e ricca di personalità, costruita anche grazie al lavoro della dirigenza guidata da Giampiero Boniperti e alla presenza della famiglia Agnelli.
Dino Zoff, Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Claudio Gentile, Marco Tardelli e Roberto Bettega diventano alcuni dei simboli della squadra. A loro si aggiungono fuoriclasse internazionali come Michel Platini e Zbigniew Boniek, protagonisti di una Juventus capace di vincere scudetti e competizioni europee.
Il racconto non si limita però ai risultati ottenuti sul campo. Il documentario mette in relazione le vicende sportive con i cambiamenti della società italiana, mostrando come il calcio possa riflettere le speranze, le paure e le contraddizioni di un’intera epoca.
Dalla Coppa UEFA alla Coppa dei Campioni
Nel periodo preso in esame, la Juventus completa una straordinaria collezione di successi nazionali e internazionali.
Le vittorie in campionato si accompagnano alla conquista della Coppa UEFA, della Coppa delle Coppe e della Supercoppa europea. Il percorso culmina nel 1985 con la prima Coppa dei Campioni della storia bianconera.
Quel trionfo, tuttavia, resta indissolubilmente legato alla tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, dove 39 persone persero la vita prima della finale contro il Liverpool. “Juventus, Primo Amore” affronta quindi anche il lato più doloroso di quella stagione, ricostruendo un momento che cambiò per sempre il calcio europeo.
Il viaggio si conclude idealmente con la conquista della Coppa Intercontinentale a Tokyo, l’8 dicembre 1985, ultimo capitolo di un decennio irripetibile.
Il cast di “Juventus, Primo Amore”
Trattandosi di un documentario, non è presente un cast di personaggi interpretati da attori. I protagonisti partecipano come testimoni, raccontando sé stessi, la Juventus e il periodo storico vissuto.
Tra gli altri partecipanti figurano Davide Livermore e Marco Lodola. Le testimonianze degli ex calciatori vengono affiancate dagli interventi di giornalisti, scrittori e personalità legate alla cultura e alla storia della Juventus.
Chi ha diretto il documentario?
La regia è affidata ad Angelo Bozzolini, che ha scritto il documentario insieme a Samuel Ferlo e Lorenzo Scurati.
La produzione è di Lux Vide, società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Documentari. L’opera, della durata di circa 90 minuti, è stata presentata in anteprima al Torino Film Festival ed è arrivata nelle sale italiane come evento cinematografico nel febbraio 2026.
Dove è stato girato “Juventus, Primo Amore”?
“Juventus, Primo Amore” non è stato realizzato come un film tradizionale ambientato in un unico luogo. La struttura alterna infatti interviste contemporanee e un vasto repertorio di immagini d’archivio.
Le sequenze storiche riportano lo spettatore negli stadi e nelle città che hanno segnato il percorso della Juventus tra il 1975 e il 1985. Torino occupa naturalmente una posizione centrale, sia per il legame con il club sia per la rivalità con la squadra granata.
Il racconto si sposta inoltre idealmente a Bruxelles, teatro della finale di Coppa dei Campioni del 1985 e della tragedia dell’Heysel, e a Tokyo, dove la Juventus conquistò nello stesso anno la Coppa Intercontinentale.
Più che una singola location, il documentario costruisce quindi una geografia della memoria bianconera, composta da stadi, immagini televisive, fotografie e testimonianze raccolte a distanza di decenni.
Un documentario che racconta anche l’Italia
Uno degli elementi più interessanti della produzione è il tentativo di andare oltre la semplice celebrazione sportiva.
I successi della Juventus vengono inseriti nel contesto di un Paese attraversato dal terrorismo, dalle tensioni sociali e da importanti trasformazioni culturali. Le partite e i trofei diventano così il punto di partenza per descrivere un’Italia divisa, inquieta, ma anche desiderosa di riconoscersi nelle imprese dei propri campioni.
Il titolo “Primo Amore” richiama proprio il rapporto profondo tra la squadra e i suoi tifosi: un legame nato spesso durante l’infanzia e capace di attraversare generazioni, vittorie e sconfitte.
Quando va in onda “Juventus, Primo Amore”?
“Juventus, Primo Amore” va in onda domenica 26 luglio 2026 alle 21:20 su Rai 2, in prima visione Rai. Si tratta di un unico appuntamento e non di una serie divisa in più puntate. Il documentario ha una durata di circa 90 minuti.
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